• Silvia De Gennaro

Cosa ci fa un cavallo in una libreria? (2)



Finalmente mi è stata assegnata la stanza, è ”La stanza dei libri”.

Apro Photoshop e per cercare di capire cosa ci possa fare il mio cavallo in una libreria lo posiziono su una delle foto della stanza, quella con il dorso di libri preziosi.

Non mi accorgo subito che la foto è molto grande; quando decido di ingrandire la visualizzazione, sotto l’immagine del cavallo mi appaiono chiaramente i titoli dei volumi. Non ci posso credere, c’è scritto: Histoire des Quadrupede!

Io e il cavallo nitriamo all'unisono di meraviglia.

Passo ad ascoltare la descrizione vocale della stanza di Enrico Pozzi. E mentre mi perdo nell'affascinante descrizione di quell'universo di cultura che racchiude la biblioteca, sento che il mio cavallo con l’armatura d’argento si trova proprio nel posto giusto.

Enrico definisce questo luogo la stanza della sintesi, dove convivono inconscio e ragione, luce e ombra, Illuminismo e Romanticismo.

Il mio cavallo rappresenta bene questa sintesi, questa unione di opposti.

Il quadrupede è una divinità acquatica, essendo figlio di Nettuno e Poseidone, è simbolo di istintualità, d’intuizione, passione. L’armatura è la razionalità, ma non costringe la vitalità dell’animale, è come una seconda pelle che ne esalta la bellezza, e accompagna l’intuizione nella giusta direzione.

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