• francesca fini

Finissage | Stanza della Memoria | Paola Romoli Venturi

Aggiornato il: ago 1

27-7-2020 Allestimento L'allestimento della Stanza della Memoria è stato concordato nei minimi dettagli con l'artista che ha di fatto 'ricostruito' lo spazio nel suo studio romano, per poter calcolare con precisione millimetrica l'effetto di ogni singola sollecitazione visiva e sonora in relazione ad una performance che il pubblico avrebbe fatto dal vivo, chiamandola al telefono. Si tratta di un allestimento molto concettuale, estremamente site-specific e ricchissimo di video, distribuiti su diversi tablet, schermi ed esperienze di Realtà Aumentata.

Al centro della narrazione c'è un cappello di cotone con la visiera para-pioggia (e anti-covid) di plastica trasparente, che diventa anche il tramite dell'interazione a distanza tra Paola Romoli Venturi e il suo pubblico.

Paola Romoli Venturi - Stanza della Memoria - Il cappello del momento!

#001 Un castello virtuale, una residenza virtuale, una stanza virtuale, una stanza della memoria virtuale sono i luoghi dove sviluppare le idee maturate durante il lockdown.

Un periodo nel quale siamo stati chiusi nel nostro castello, nella nostra stanza, nel nostro io.

Il tempo si è dilatato, come durante una residenza ho pensato, disegnato, progettato.

Il passato il presente e il futuro si sono fusi in un esercizio della memoria. Di che colore è?

Una matita rossa cade al centro del tavolo bianco.

A seguito del lockdown ho sentito la necessità di riappropriarmi delle abitudini, delle passeggiate, della città e l’ho fatto indossando ‘Il cappello del momento!’.

Durante la quarantena mi ha colpita la pubblicità di un cappello nero con visiera trasparente. Quattro foto montate a mosaico con il fronte, i profili e il dietro del copricapo e un breve video nel quale un bambino con indosso il cappello ruota su se stesso guardando perplesso l’interlocutore di fronte a lui. Quando ho scaricato il video ho scoperto che il file aveva un titolo: il cappello del momento seguito da un punto esclamativo.

Questo video e questo motto sono stati nella mia mente durante tutto il lockdown. Avevo deciso di acquistare il copricapo on line ma, in un blitz di spesa alimentare a fine fase 1, ho notato sullo scaffale di un negozio cinese sotto casa una testa in polistirolo che indossava ‘Il cappello del momento!’. L’ho acquistato per poterlo indossare durante le prime uscite della fase 2. L’idea era di ruotare su me stessa per rivedere attraverso il filtro del cappello i luoghi del vivere quotidiano precovid.

La prima uscita è stata il 19 maggio 2020 a Villa Borghese, una passeggiata che faccio abitualmente dalla Galleria Borghese fino al Pincio. Ho indossato il cappello e ho guardato l’obiettivo di fronte a me e ruotando su me stessa, ho guardato quello che mi circondava attraverso il cappello del momento. Il cappello con la sua visiera di plastica leggermente accidentata mi ha fatto ‘rivedere’ la città attraverso una maschera che protegge e isola contemporaneamente.

Ho ripetuto questa azione rifacendo le passeggiate abituali: Castel Sant’Angelo, Piazza Navona, Colle Oppio, Aventino, Trinità dei Monti, MAAM museo dell’altro e dell’altrove, lago di Trevignano, Monte Tuscolo e così via fino al complesso delle Tre Cannelle sulla Laurentina, ma arrivata qui le tre chiese erano ancora chiuse causa Covid e d’istinto ho tolto il cappello e ho messo le mani sugli occhi e ho ruotato su me stessa. Il cappello magico ci porta altrove e ci fa vedere quello che abbiamo sempre visto attraverso un filtro che descrive una nuova storia ma non può farci vedere quello che ci è ancora interdetto. ‘Il cappello del momento!’ offre una visione distorta, fuori fuoco. Le mani, che impediscono lo sguardo, offrono una visione profonda.

Quando sono stata invitata alla residenza virtuale Endecameron ho pensato al cappello del momento come mezzo per vedere ma mi sono sentita con le mani sugli occhi.

Ho immediatamente immaginato di allestire ‘Il cappello del momento!’ tra le maschere sciamaniche e di farlo utilizzare ai visitatori reali per vedere il castello reale (ma viste le restrizioni Covid questo non sarà possibile). E ho immaginato di appropriarmi degli spazi del castello virtuale attraverso ‘Il cappello del momento!’ non più utilizzato per riconquistare memorie passate ma per acquisirne di nuove. Un utilizzo diverso, ma comunque indotto dalla pandemia, che amplifica ulteriormente lo straniamento di una visione virtuale che avviene attraverso un filtro alla ricerca della propria memoria futura.

Quando in seguito mi è stata assegnata la stanza della Memoria ho immaginato di entrare nella stanza virtuale attraverso l’avatar artigianale realizzato a studio e di ruotare su me stessa con le mani sugli occhi e di invitare i visitatori a compiere questa rotazione su se stessi nella stanza reale. Una rotazione che porta ad una riflessione introspettiva sulla memoria. Una performance a distanza nella quale invito i visitatori a porsi al centro della stanza e a telefonarmi per narrare quello che vedono ruotando su se stessi con le mani sugli occhi.

#002 La Stanza della Memoria. Non posso entrarci, se non virtualmente.

Cosa vedo? Vedo la Memoria contenuta all’interno delle mie mani.

Le linee che le attraversano sono la memoria della mia vita, delle mie vite.

La Stanza della Memoria è visibile attraverso le mani.

La rotazione ricorda la circolarità degli scudi su cui le otto Vittorie alate, presenti nella stanza, trascrivono la memoria storica del luogo. Gli scudi sono rossi, verdi e grigi. Lo sguardo del bambino nello spot pubblicitario è perplesso ma fisso di fronte all’interlocutore. Senza esitazione, senza paura come lo sguardo delle Vittorie alate che si pongono di fronte alla storia trascrivendola.

Cosa vedo di una stanza nella quale non posso entrare, della quale posso avere solo immagini e suoni raccolti da altri? Cosa posso respirare delle polveri contenute in questa stanza? La vista si stanca a guardare attraverso la plastica della visiera e lentamente il fuori fuoco diventa fastidioso e viene voglia di togliersi il cappello del momento. Cerco la memoria della ‘stanza della Memoria’ nella mia memoria.

I visitatori virtuali possono vedere il castello virtuale attraverso i miei occhi che vedono i palmi delle mani.

Chi entra nella stanza reale ruota su se stesso e contemporaneamente dei video mi ritraggono mentre ruoto nella stanza virtuale. Gli scudi delle otto Vittorie si animano. I palmi delle mie mani diventano la memoria della stanza virtuale. Diventano gli scudi. La Vittoria alata della stanza virtuale vede la storia attraverso uno scudo trasparente come la visiera del cappello. Lo scudo trasparente protegge e isola.

Ho ricreato nel mio studio gli spazi della stanza: un avatar artigianale, da affiancare a quello digitale, dove muovermi per realizzare dei video da utilizzare per l’allestimento. Ho lavorato sulla planimetria con una matita rossa su un tavolo quadrato bianco, ho utilizzato uno specchio per riprendermi e ho immaginato che il suono delle campane potesse diventare un legame tra la stanza reale e quella virtuale. Sono andata di fronte alla colonna di Traiano per vedere la Vittoria in clipeo scribens la cui mano scrivente è stata consumata dal tempo.

Una matita rossa cade al centro della stanza della Memoria.

PS Disobbedienza. Durante la residenza fuggo dal virtuale e vado a Rocca Sinibalda mi pongo di fronte al castello reale e ruoto su me stessa con le mani sugli occhi.

#003 Il cappello del Momento!

Indossate anche voi questo copricapo magico attraverso il quale

potrete vedere la stanza della Memoria.

Il cappello del momento! è realmente nella stanza della Memoria, ma a causa delle restrizioni legate alla pandemia non potrà essere indossato dai visitatori reali. Il copricapo diventa oggetto interdetto come i luoghi.

Il cappello del momento è esposto su uno dei supporti delle maschere presenti nel castello.

Accanto al cappello il video: Il cappello del momento! CHIAMA SUBITO il 349*******

Video nel quale invito i ‘visitatori reali’ a chiamarmi telefonicamente per essere guidati in un tour performativo della stanza. Attraverso una grafica da televendita attivo una performance relazionale a distanza attraverso la voce.

Inoltre sono presenti due video inediti realizzati durante la fase 2, che rappresentano il mio riappropriarmi dei luoghi della memoria.

Video: Il cappello del momento! TOUR #7, Roma 2020

Video nel quale indossando il cappello del momento ruoto intorno a me guardando cinque luoghi di Roma. Il cappello ci porta altrove e ci fa vedere quello che abbiamo sempre visto attraverso un filtro che descrive una nuova storia. Il tour si chiude con l’azione fatta alle ‘tre cannelle’ dove gli spazi erano ancora interdetti e dove ho deciso di mettere le mani sugli occhi. Le mani, impedendo lo sguardo, offrono una visione profonda nella propria memoria.

Video: Il cappello del momento! GIOSTRA, Roma 2020

Un video nel quale, durante la fase 2, ruoto intorno ad una giostra chiusa da un telo di plastica che permette di vedere ma filtra, come la visiera del cappello. Il collegamento a distanza tra questo video (realizzato il 31 maggio 2020) e la stanza della Memoria è casuale e forte al contempo. Durante la rotazione suonano le campane, creando il collegamento sonoro tra i luoghi. La visione dei cavalli rampanti privi di cavaliere mi riporta alla fascia decorativa della stanza dove le otto Vittorie scrivono la storia di una guerra avvenuta e lo fanno accanto alle armi sequestrate al nemico e riposte su dei trionfi. Queste due immagini sovrapponendosi evidenziano la non presenza del guerriero. E sollecitano un auspicio alla pace.

#004 Victoria in clipeo scribens

Video: in clipeo scribens

La matita rossa che cade dalla mano consumata dal tempo della Vittoria Traianea finisce al centro della stanza della Memoria. Qui otto Vittorie potenzialmente potranno raccoglierla. Io l’ho raccolta, il visitatore potrà raccoglierla.

Video: performance nella stanza della Memoria virtuale

Un video illumina la parete di fronte alla libreria e fa vedere le performance realizzate durante la residenza virtuale. Le campane sono collante tra i due luoghi virtuale e reale. La mia immagine è riflessa in un piccolo specchio che ingigantisce e rovescia. Nella prima azione entro in contatto con lo spazio e con i pensieri collegandoli in un gesto fluido. Nella seconda azione attraverso uno scudo trasparente scrivo con la matita e con le mani l’azione che avviene a mezzogiorno, orario nel quale le campane uniscono la stanza reale e la stanza virtuale. Nella terza azione indosso il cappello del momento e lo trasformo in clipeo ruotandolo fino a mostrare, in chiusura, i palmi delle mani, memoria della vita.

Realtà aumentata: in clipeo scribens

Gli scudi delle 8 Vittorie presenti nella stanza si animano e danzano nell’aria.

La scrittura ingrandita diventa linea, le linee dei palmi delle mani diventano scrittura.

Victoria in clipeo scribens.




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