Artista | Silvia Cignoli

Stanza del Terapeuta

La Stanza del Terapeuta si trova nei sotterranei, ed è la parte finale di un lungo spazio con soffitti a volta lungo circa cinquanta metri. Il Terapeuta si trova lì in fondo, e lo si vede subito quando si scende ma non si capisce cosa sia, come un’ombra controluce che ti aspetta immobile, alla fine del percorso.
Arrivare al Terapeuta è già parte del viaggio, perché bisogna attraversare molte stanze, una dopo l’altra, passando attraverso sculture che rappresentano pezzi di corpi scomposti su letti ospedalieri, maschere, spose abbandonate, altri corpi mutilati, e gabbie che pendono dal soffitto. Una rappresentazione onirica e spaventosa dei residui dei rituali sociali.

Un luogo misterioso, di entità che cercano una forma e che avanzano nel buio sempre tentando di essere qualcosa che non riescono ad essere completamente. Un sotterraneo, nel senso stretto del termine: il sotterraneo di noi stessi, il sotterraneo della mente e della pancia del Castello. Un percorso un po’ iniziatico per arrivare al Terapeuta, che si trova in uno spazio molto particolare, pieno di valigie vecchie che hanno molto viaggiato, e maschere lignee che vengono da tutte le parti del mondo. Il Terapeuta ha a che fare con questi temi: il viaggio, e il lavoro profondo per gestire le mille facce di quella cosa che noi chiamiamo superficialmente identità.

Apertura della Stanza del Terapeuta | settimo giorno di residenza Endecameron20, 23/7

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