Artista | Paola Romoli Venturi

Stanza della Memoria

La Stanza della Memoria si colloca tra la Stanza dei Libri e l’Alcova, la Stanza del Desiderio, quindi in una posizione potente e fertile. La Memoria non è una funzione archeologica che recupera il passato, ma è una nostra attività che lo reinventa e lo ricostruisce in funzione di desideri e progetti sul futuro. Nella  Stanza della Memoria ci sono una serie di oggetti importanti. C’è una grande scaffalatura lungo una delle pareti, con qualche migliaio di libri, dove vivono in modo ibrido universi eterogenei. Nella Stanza ci sono anche statue e statuine: una bellissima Kachina dalle ali spiegate, delle statue d’osso bianco nascoste nel grande camino, una testa di osso inserita in una struttura fatta con altre ossa, che è appoggiata a terra vicino al totem di luce. In un altro punto ancora una porta, recuperata casualmente da un edificio che stavano demolendo a New York, e che è un agglomerato di street-art vera, cioè quella fatta da chi passa e aggiunge la sua firma, il suo disegno.

 

Ma forse la cosa più significativa della Stanza della Memoria è il sistema degli affreschi che animano la parte alta delle quattro pareti, e che giocano con due temi evidenti: il primo è il desiderio del passato, un passato reinventato per costruire il futuro, con scene di battaglia che riguardano la mitologia della famiglia nobile proprietaria del Castello e soldati di epoca romana che affrontano elefanti ed eserciti esotici. Inoltre c’è l’assalto a Castel Sant’Angelo, con le truppe imperiali che scavalcano le difese, ovvero l’evento che porterà il Cardinale Cesarini a rifugiarsi nella sua villa fortificata nella Sabina Alta. L’altro tema degli affreschi è quello degli angeli che scrivono su grandi scudi, in una variante bizzarra della raffigurazione classica della Vittoria Alata che scrive sullo scudo. Strani angeli scrivono sugli scudi, mentre fronteggiano resti di eserciti, cavalieri senza testa, armi, ibridi animali, in un caos e in un disordine rispetto ai quali la scrittura - il segno - è l’ultima resistenza, l’ultima difesa.

Apertura della Stanza della Memoria | ottavo giorno di residenza Endecameron20, 24/7

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